Referendum confermativo del 22 e 23 marzo 2026
Coordinamento Nazionale
Le voci che ci giungono dagli amici che frequentano Realizzare Insieme evidenziano l’espandersi nell’elettorato moderato di un “generalizzato fastidio” quando assiste alla “deriva politica” delle campagne elettorali dei fautori del NO e del SI.
Pur lasciando alla responsabilità dei singoli le “esternazioni” di magistrati, politici, ministri, e personalità che ricoprono incarichi istituzionali è possibile affermare che anche queste hanno contributo al progressivo spostamento del confronto referendario nell’agone politico.
Realizzare Insieme reputa che questa visibile deriva politica sia una “mossa tattica” attuata dalle forze politiche dell’area di sinistra parlamentare per coagulare il NO sul quesito elettorale.
Una mossa tattica facente parte di una più ampia strategia tesa a creare forti fibrillazioni interne alla maggioranza di governo in caso di affermazione della bocciatura della riforma se non addirittura la fine anticipata della legislatura.
Nulla di diverso poteva accadere nell’attuale condizione politica dove il confronto si è radicalizzato nella convinzione della sinistra di dover combattere contro un risorgente autoritarismo fascista così come, nella determinazione del centro destra di attuare il programma presentato agli elettori che – su questo punto – gli hanno concesso fiducia nelle elezioni politiche del 25 settembre 2022.
Data questa oggettiva condizione Realizzare Insieme reputa opportuno chiedere ai propri iscritti nonché alle persone che ci seguono sui social, di esaminare l’opportunità di votare SÌ al quesito referendario.
Questo perché:
• si ritiene necessaria la separazione delle carriere di Giudice e PM per assicurare la terzietà del giudice e parità tra accusa e difesa e, in tale ottica, si rende necessaria l’istituzione di due CSM competenti per la parte giudicante e quella requirente;
• si ritiene necessario il sorteggio dei magistrati che faranno parte dei due CSM per consentire a loro di assumere decisioni su promozioni e assegnazioni di incarichi svincolate dall’iscrizione alle associazioni sindacali e fermamente afferenti ai soli meriti professionali;
• si ritiene necessaria l’istituzione dell’Alta Corte Disciplinare quale collegio giudicante interno alla Magistratura per svolgere un obiettivo ruolo disciplinare capace di sanzionare, oltre ogni indulgenza, quei comportamenti che hanno provocato danni a innocenti cittadini.
Realizzare Insieme si schiera per un SI’ teso a ridisegnare la Giustizia italiana ancorandola ad una Magistratura capace di ottenere la piena fiducia del popolo italiano garantendo e dimostrando la sua indipendenza e terzietà di giudizio.
Milano 24 febbraio 2026






